Bruxelles

Bruxelles: fuga di 24 ore nella capitale belga

Possono bastare 24 ore per visitare Bruxelles? Con i dovuti accorgimenti è possibile vedere e ammirare almeno i simboli principali della città.

Non importa quanto dura un viaggio, l’importante è viaggiare.

Quante emozioni si possono provare ogni volta che si prende un aereo per volare più o meno lontano? Per noi ogni viaggio è sempre come il primo: non conta dove si va, basta andare.

Qualche mese fa, in preda ad un raptus di ricerca ossessiva compulsiva di viaggi low cost mi sono addentrata in un bel volo A/R per Bruxelles con una peculiartià non sempre semplice da trovare per chi parte da Napoli. Partenza sabato mattina, rientro domenica nel tardo pomeriggio. Tutto perfetto considerando che la capitale belga non è molto grande e tutte le attrazioni maggiori (Atomium a parte) sono concetrate al centro. Un albergo al centro ci avrebbe di certo aiutati a visitare tutto più rapidamente ma, manca qualcosa, queste piccole follie vengono meglio se si è in buona compagnia. Per la prima volta abbiamo deciso di non partire solo in coppia come sempre ma coinvolgere una coppia di amici, ben selezionati per questa breve ma intensa esperienza.

Quando abbiamo prenotato, all’inizio di ottobre, sembrava volerci tanto tempo e invece ci siamo ritrovati all’8 febbraio in men che non si dica.

Partiamo alle 9, arrivo alle 11 circa all’aeroporto di Charleroi, tutto in perfetto orario. Ritiriamo l’auto che avevamo noleggiato per muoverci più rapidamente verso il centro e per le 13 siamo in albergo per lasciare le cose ingombranti e andare alla scoperta ma non senza aver prima aver fatto una breve “pausa pranzo” e ovviamente la domanda è:

Cosa si mangia in Belgio? 😀

Patatine, waffel, cioccolato e birra a volontà. Luogo comune? Chissà, ma con poco tempo a disposizione sarebbe stato difficile andare alla scoperta delle ricette più “nascoste”.

Approfittando della posizione centralissima del nostro albergo (Floris Arlequin) non facciamo fatica a trovare un chioschetto di “Frites”.

Cos’avranno di tanto particolare queste “normali” patatine fritte?

Sicuramente la qualità della patata che trova terreno fertile nei paesi bassi e in belgio e soprattutto la peculiarità che si assapora al primo morso è la croccantezza ottenuta con una doppia cottura anzi frittura.

Finito l’assaggio ci dirigiamo verso la Grand Place, ma colti di sorpresa da una pioggerella al quanto fastidiosa ci rifugiamo nella Galeries Royales Saint-Hubert, non a caso soprannominata “l’ombrello di bruxelles”.

Passeggiando per la galleria ci si può imbattere in innumerevoli cafè e cioccolaterie dal sapore vintage. Un luogo particolarmente sfavillante e lussuoso frequentato sia da brussellesi che turisti.

Usciti dalla galleria ci fermiamo per un assaggio di cioccolata a “La gourmande” con un assortimento di forme, colori e gusti straordinario. Vi è anche la possibilità di comporre la propria tavoletta personalizzata.

Arriviamo finalmente alla Grand Place che anche sotto la pioggia appare sfavillante. Le decorazioni color oro la fanno da padrona e si riflettono nei sanpietrini bagnati creando un effetto di luci e ombre straordinario.

Visitata la piazza ci dirigiamo, un po’ bagnati, alla ricerca del simbolo di Bruxelles il “mannekepis”. Essere stati preparati al fatto che non sia così grande quanto si pensa non serve a molto quando ti ci trovi davanti: la “delusione” è presto servita. L’omino è davvero piccolissimo e si trova in una posizione poco agevole per fare foto o per ammirarlo più da vicino. Abbiamo poi scoperto, dopo poco, che addirittura il “mannekepis” sia stato inserito in una classifica delle opere d’arte più deludenti della storia 😛

Affoghiamo la delusione -oltre che ripararci nuovamente dalla pioggia- in una birra belga doc. Ci ritroviamo in verità a fare una degustazione di birre del posto. Tre gusti diverse, tre tipologie di birra diverse. Una bionda classica, una fruttata e un’ambrata.

Meno sobri ma più viaggiatori che mai ripartiamo alla conquista della Grand Place dove abbiamo un’illuminazione: perchè non sfruttare il passaggio di una carrozza per esplorare il centro ma evitare di bagnarci ulteriormente?

Partiamo per questo mini tour, ripercorrendo quello che avevamo già visto ma con una guida molto brava e simpatica che ci ha raccontato un po’ di aneddoti sulla città e ci ha consigliati dove assaggiare un waffel fatto al momento.

Ovviamente non ha impiegato molto a convincerci e appena finito il giro in carrozza siamo già in fila per il waffel.

Avendo terminato il tour, almeno da un punto di vista culinario, decidiamo di tornare in albergo ma passando per alcuni vicoletti del centro e per il museo dei Puffi!

Lo sapevate che il Belgio è la patria del fumetto e che ha dato i natali a tantissimi personaggi tra cui i Puffi? 😀

Dopo un pitstop in albergo decidiamo di concludere la giornata con una cena libanese scegliendo tra i mille tipi di cucina disponibili in città.

All’alba di un nuovo giorno, con sveglia puntata moooolto presto, dopo una fugace colazione in albergo con vista sulla città, decidiamo di sfruttare le ultime ore (!) che ci restano in terra belga.

Visita al quartiere Sablon e al vicino quartiere Marolles, centro del vintage e di negozi di ricerca.

Ripresa la macchina, uscendo dal centro, visitiamo la maestosa ed imponente Basilica del Sacre Coeur scoprendo anche che si tratta della 6° chiesa al mondo per estensione con una capienza di circa 3500 persone.

Inizialmente escluso dal nostro itinerario per la distanza dal centro, l’Atomium è l’ultima tappa -poi diventata penultima- del nostro tour, anche se non abbiamo avuto possibilità, per tempo, di visitarlo internamente. Questo mastodontico atomo di molecola di ferro sovrasta una zona residenzale di Bruxelles, nei dintorni si possono ammirare altre piccole installazioni di atomi.

Dopo l’ultima ma non ultima tappa, avendo ancora qualche ora a disposizione facciamo una fuga velocissima nei pressi del Parlamento Europeo per poi dirigerci in aeroporto per il rientro <3

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